Vita Di Pi

Condividi questo articolo
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Vita Di Pi

In un pomeriggio noioso ho deciso di vederlo anche solo per curiosità e devo dire che mi sono ricreduta, pensavo fosse peggio, invece mi è piaciuto, quindi quella persona da cui ho ricevuto il regalo, pare che mi conosca meglio di me stessa.
Ma procediamo a piccoli passi.

TRAMA
Il fulcro della storia è Pi da grande il quale racconta la sua avventura ad uno scrittore che è deciso a scrivere un libro e su consiglio si vuole ispirare a lui.
Piscine Molitor Patel, chiamato in questo modo su consiglio dello zio lo stesso nome della piscina pubblica di Parigi, e abbreviato in Pi come surrogato di Piscione visto che faceva i suoi bisogni ovunque, è un ragazzo indiano che vive nella parte francese dell’India, nato e vissuto con la propria famiglia in uno zoo, di cui sono proprietari degli animali.
Un giorno Pi vuole fare amicizia con la tigre Richard Parker, in quanto lui è convinto che gli animali sono essere viventi con un cuore e quindi un ‘anima, ma viene sorpreso dal padre il quale gli dimostra che l’unico pensiero della tigre è uccidere per cibarsi (va beh,…..questo lo facciamo anche noi mangiando carne, alla fine non è che siamo diversi dagli animali): avvicina alla tigre una capra e fa assistere alla crudeltà nel momento in cui la cattura, la uccide e la mangia, in tutta la sua ferocia.
Pi è solo un ragazzino, ma crescendo inizia a studiare per evitare che alla scuola venga evidenziato il suo difetto e vuole farsi notare per la bravura, inoltre trova una bellissima ragazza di cui s’innamora.
Ma la vita è perfida, la famiglia sta perdendo tutto e il padre decide di trasferirsi in Canada, dove porterà tutti gli animali con un mercantile per venderli e cercare di trovare una sistemazione.
Durante la traversata, mentre scoppia una tempesta, la nave affonda e Pi riesce a salvarsi su una scialuppa, dove non è solo ma ci sono: una iena, un orango e una zebra..la sua famiglia è tutta morta.
La iena divora la zebra euccide anche l’orango, unico “amico” di Pi. Ma improvvisamente dalla coperta della piccola imbarcazione esce Richard Parker che divora la iena: ora rimangono soli sull’imbarcazione.
Pi per paura di essere divorato, riesce a costruire con salvagente e remi una piccola scialuppa che lega alla’imbarcazione principale per non convivere con la tigre e cerca di sfamarlo pescando i pesci, in questo modo evita di lasciarla affamata, affinchè non possa divora lui.
Ma alla fine stanco di fuggire da lei, cerca di dominarla, addomesticarla, la rende mansueta , in un certo senso la tigre Richard lo rispetta si fa sfamare e abbeverare da lui senza tentare di divorarlo, anzi a tratti la vediamo con occhi impietositi e impauriti, come ha dimostrare che Pi aveva ragione nel pensare che gli animali avessero un ‘anima.
Quando orami le forze sono allo stremo, raggiungono un’isola galleggiante dove ci sono migliaia di surrogati e riescono a prendere energie dalla terra, ma sono costretti a scappare in quanto all’interno si nasconde un segreto: di notte, a causa di un misterioso processo chimico, ogni cosa diventa tossica (ad esempio l’acqua diventa acida e i pesci muoiono), quindi quello che dona il giorno se lo prende la notte.
Finalmente, dopo 227 giorni di navigazione, la scialuppa arriva in Messico, dove le strade di Pi e Richard Parker si dividono: il ragazzo viene soccorso da dei pescatori del posto, mentre Richard Parker scompare per sempre nella giungla. In quel momento Pi piange a singhiozzo perché la tigre è andata via senza neanche girare la testa, ma nell’ultima scena del film si mostra che Richard entrando nella foresta si blocca un attimo, muove le orecchie in segno di saluto e ha davanti i suoi occhi l’immagine del ragazzo….commovente.
All’ospedale gli investigatori non credono alla sua storia, e lui è costretto a stravolgere e raccontare loro quello che vogliono sentire, gli animali diventarono persone e s’inventa tutto.

PENSIERI PERSONALI
Nei primi 20 minuti il film sembra noioso e blando, ma il fulcro e il cuore della drammaticità della storia arriva subito dopo il naufragio. Da qui ho compreso che non avevo capito niente in precedenza e che è facile parlare senza aver visto.
Ti fa riflettere, ti angoscia, ti commuove e ti esalta, un mix di emozioni scaturite dagli avvenimenti fra un ragazzo ed una tigre.
La natura viene descritta in due sensi: feroce e meravigliosa, dona e prende.
In effetti è lei la reale protagonista del film: il mare che uccide e salva, ti fa morire e ti sfama, l’isola che dona vitalità ma se la riprende, la tigre che prima ti vuole mangiare e poi si allea, una duplice faccia della realtà.
Un destino che unisce l’uomo e la tigre del bengala in una metamorfosi di avvenimenti risplendenti dalla scenografia piena di effetti speciali: un mare notturno fluorescente che splende nella sua meraviglia ma che nasconde insidie profonde.
In questo modo il romanzo presenta varie sfaccettature: comico in certi sensi quando Pi cerca di addomesticare e primeggiare sulla tigre marcando il territorio della barca, commovente nei tratti in cui si separano o stanno per morire, drammatico anche perché Pi si rende conto che la sua salvezza è l’animale, il pensiero di lei lo fa vivere, gli dona supporto ogni giorno per andare avanti, fosse rimasto solo si sarebbe già lasciato andare al destino.
Quindi vediamo un ragazzo sicuro, che diventa forte e combatte per vivere, anzi per sopravvivere lui e lei.
Certo questo episodio potrebbe rasentare la fantascienza per alcuni, ma per me no.
Il film è una vera e propria lezione di vita, ogni cosa che Pi riceve dalla natura, la considera divina , in quanto rappresenta un dono dal Dio che evoca e lo sta aiutando, quindi secondo me una parabola che lascia un effetto nei due finali a scelta: la sua storia o quella che vogliono sentire gli investigatori. Quale sarà verà? A noi la scelta: ognuno può pensare che Pi si sia sognato tutto e cambiato la sua avventura inventa dosi anedotti. Sono momenti di tensione creati dai gesti di sopravvivenza quotidiana.
Vederlo in 3d è fantastico per tutti gli effetti notturni del mare e della bellissima natura che sfoggia la sua vita in un certo senso e la sua anima.
E’ stato montato con una sapiente tecnica di montaggio e l’uso di effetti spettacolari e coinvolgenti
La tigre feroce diventa e assorbe l’animo e gli insegnamenti del ragazzo.
Un film che ho considerato magico e che assorbe l’attrazione dal momento del naufrago in poi. Non ci sono dialoghi troppi ma monologhi di pensieri, ti sorprende e ti commuove in un vortice di sentimenti ed emozioni stravolgenti.
La visone mi ha lasciato un segno.
Non mi aspettavo una cosa del genere e il ragazzo è stato bravissimo nel suo ruolo.
Ti incanta nella sua perfomance , ti fa pensare ma nello stesso tempo sognare, rappresenta in modo supremo i tormenti, la disperazione, la speranza, la gioia in un misticismo profondo.
Immaginate che ha recitato da solo visto che la tigre è stata inserita successivamente con il computer, una tecnica sorprendente che non si vede.
Una persona che non ha compreso la metafora di questo film, lo considera noioso e lento, chi invece ha un animo profondo ha capito i messaggi interni.
Alcuni lo hanno reso simile ad altri film di naufragi, ma diciamolo il senso e la parabola, le emozioni sono uniche ed inimitabili.
Parliamo di un film che ha vinto 4 premi Oscar e devo dire che per chi come me ha compreso la reale emozione, li ha meritati.
Il regista ha diretto il film senza attori americani, lo si intuisce anche dalla scelta del giovane esordiente Suraj Sharma per il ruolo del ragazzo protagonista.


Condividi questo articolo
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.