Colombiana, recensione film

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Colombiana, recensione film

1992 Colombia‘.
Un uomo, una scelta di abbandonare un affiliazione ad un cartello di droga Colombiana con il rischio di tener nascosto un micro chip con troppi segreti, un rischio che il suo amico boss non lascia passare inosservato e decide di farlo uccidere, è impensabile, secondo le loro regole, di lasciare “libero” qualcuno che è a conoscenza di tante cose!

Una bambina di 10 anni, Cataleya, mentre fa i compiti, vede in pochi istanti il suo destino cambiare: il padre le si avvicina consegnandole il micro chip e un foglio con un nome e numero di telefono, dopo pochi istanti assiste all’assassinio crudele dei suoi genitori dallo “zio amico di papà”. Ha poco tempo per decidere il da farsi, conosce la sua condanna, quindi prende una forchetta la conficca nella mano dell’uomo e fugge.
Una scelta coraggiosa per una bambina che ha compreso già tutto.
E’ diventata in questo istante grande , coraggiosa e forte. Corre, anche se non ha più fiato, attraverso i tombini delle fogne arrivando nell’ambasciata americana, consegna il chip che aveva ingoiato, viene messa su un aereo per essere portata fuori. Ma la sua mente è in un vortice di decisioni e all’aereoporto scappa dalla sua accompagnatrice e prende un volo per Chicago dove c’è suo zio Emilio, un Killer di professione su commissione. A lei serviva solo un visto di entrata in America..parliamo di una bambina che trasforma l’intelligenza in furbizia.
Prende la ragazzina con se è la iscrive a scuola. Ma lei ha deciso da sola il suo destino: vuole imparare a combattere per vendicarsi dell’orrendo omicidio dei genitori.
Lo zio le dice una cosa importante : “Essere forte di fisico non basta per i suoi nemici,le insegnerà l’arte nell’uccidere, ma deve essere anche intelligente per studiare le proprie mosse e la mente degli altri.
Trascorrono quasi 16 anni è Cataleya è diventata grande ma è anche lei un killer a pagamento come lo zio.
Di nascosto, porta avanti la sua crociata:22 omicidi di affiliati del clan di Don Luis, tutti firmati da un lascito, un orchidea colombiana locale.
Vuole fare uscire allo scoperto il boss, che nel frattempo a causa di quel chip del passato,è sotto stretta sorveglianza insieme al suo braccio destro, il vero esecutore dell’omicidio.
A causa di questo lo zio scopre tutto ed è molto arrabbiato, in quanto prima o poi la troveranno e lei non deve pensare solo a se stessa ma a lui e la nonna che potranno essere ulteriori vittime.
Conosce e s’innamora di un uomo, ma lui non sa niente di lei, si vedono ogni tanto e a causa di una fotografia fatta dal cellulare mentre dorme, l’enorme circuito digitale porta la foto ad un poliziotto complice del clan colombiano, ma c’è anche un uomo del FBI che fa la parte del buono.
La copertura è fallita , ora lei è scoperta , imprevedibile e deve stare più attenta, questa volta la vendetta deve coprire anche l’uccisione dello zio e della nonna.

PENSIERI
Una ragazza che non pensa a trucchi e vestiti, ma si trasforma in una combattente feroce , agile e bellissima, una figura in sostituzione a quella maschile. Niente più donne presenti nei film a struggersi solo di amore.
Vediamo la protagonista in performance acrobatiche incredibili, sembra una ginnasta professionista, che la rende speciale nelle sequenze action anche se prevedibili.
In un certo senso questa trama e il suo ruolo riscatta la figura femminile che nel cinema solitamente viene rappresentata come una bambola che al posto dell’intelligenza mostra solo belle curve fisiche oppure è sinonimo di shopping, civetterie, amori struggenti, invidie, possessione di uomini.
Invece in tale film, vediamo una donna certo bella, ma anche scaltra e intelligente.
Quindi nel complesso è un action spettacolare e spericolato, le immagini corrono nitide ed accattivanti.
La storia raccontata nel suo contesto potrebbe essere banale e simile ad altre, ma ciò che la rende diversa è la sceneggiatura, piena di azione, fughe ed intrighi, anche se dallo sceneggiatore Luc Besson mi sarei aspettata di più!
La donna viene rappresenta come un guerriero brava con le armi, ma anche nell’arte del combattimento. Se vi piace il genere, seguirete con facilità e piacere il ritmo del film, per quanto mi riguarda non mi ha affatto annoiata.
Vi è assenza di sorprese o di dialoghi dove è necessario concentrarsi, quindi si può vedere anche se si ha il mal di testa, scorre fluido e semplice.
Sinceramente la sua visione mi ha un poco elettrizzata e gasata, perchè vedere una donna che combatte a pari livello contro un uomo..beh che vi devo dire, non è una figura tipica del gentil sesso.
La vendetta non porta lontano. La ragazza è cresciuta solo con quel pensiero ed obiettivo, non comprendendo che il sangue chiama sangue.
Anche in epoche meno antiche la vendetta era vista come una normale reazione conseguente ad un’azione oltraggiosa: nel medioevo era consentito reclamarla; nell’800 era possibile sfidare direttamente per vendicare torti .
In Italia addirittura in passata esisteva un attenuante per l’omicidio d’onore.
Anche nella Bibbia troviamo .” Quando un uomo colpisce con il bastone il suo schiavo o la sua schiava e gli muore sotto le sue mani, si deve fare vendetta. Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione”. Il problema è capire cosa s’intende.
Per me è solo un circuito vizioso: è come una droga, dà un piacere momentaneo che poi scompare lasciando un senso di vuoto, che può essere colmato solo da una nuova vendetta.
Ma come poteva una ragazzina di 10 anni riuscire a reprimere la rabbia e l’odio che si portava dentro?
Ha vissuto solo per imparare a uccidere il nemico e nulla l’avrebbe fermata.
La protagonista nella realtà Zoe è stata molto brava a unire e dimostrare la vendetta con i propri sentimenti, rendendomi partecipe delle sue emozioni, anche se si dimostra sanguinosa e feroce.


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